Terzo Ordine Regolare di San Francesco

Il Terzo Ordine regolare di San Francesco è un istituto di vita consacrata della Chiesa cattolica. Deriva da un ramo del Terz'ordine francescano, derivato a sua volta dal movimento penitenziale sorto per opera di san Francesco d'Assisi nel 1211: dal 1447 costituisce un ordine mendicante canonicamente autonomo all'interno della famiglia francescana ed i suoi membri pospongono al loro nome la sigla T.O.R. Accanto alla fondazione degli ordini dei frati minori e delle clarisse, san Francesco d'Assisi si premurò di redigere delle istruzioni per i laici che intendevano partecipare della vita e della spiritualità del suo ordine e che andarono a costituire il Terzo ordine di San Francesco. Il 6 gennaio 1921 in occasione del VII centenario della Regola (Memoriale propositi del 1221) del Terzo ordine papa Benedetto XV scrisse l'enciclica Sacra Propediem.

Assisi - La nascita

L'oratorio di San Francesco Piccolino è un edificio religioso del centro di Assisi, vicino alla Chiesa Nuova. Fu costruito a partire dal XIII secolo grazie all'iniziativa di Piccardo, nipote del santo, nel luogo in cui si racconta che donna Pica diede alla luce san Francesco d'Assisi. Adornato da affreschi realizzati in un arco di tempo databile dal XIII al XV secolo, nel 1926 è stato riportato alle fattezze originarie.

San Rufino - Assisi

All'inizio della navata destra si trova l'antico fonte battesimale, dove furono battezzati san Francesco, santa Chiara, 

Assalto alla Rocca

Quando, nel 1198, gli abitanti di Assisi, insorti contro il potere imperiale che dominava il comune umbro dal 1173 distrussero la Rocca cittadina, san Francesco aveva sedici anni e Federico II di Svevia quattro. In quel momento il futuro imperatore – sarà incoronato a Roma da papa Onorio III nel 1220 – soggiornava ad Assisi, portato lì dalla madre, Costanza d’Altavilla, imperatrice consorte di Enrico VI di Svevia, la quale volle farlo battezzare in presenza del padre col nome di Federico Ruggero (i nomi dei nonni) nella Cattedrale di San Rufino. Ovviamente, dopo la ribellione degli assisiati passati nella parte guelfa di papa Innocenzo III, il piccolo Stupor Mundi dovette abbandonare in fretta il comune in compagnia del legato imperiale che lo proteggeva.Della prima giovinezza di Francesco non si sa molto. Probabilmente, negli anni dell’assalto alla Rocca il figlio di Pietro di Bernardone si avviava all’apprendimento della professione paterna, cioè il commercio di tessuti, e trascorreva il tempo libero con le brigate dell’aristocrazia locale. Tradizionalmente la data della sua conversione è fissata al 1205, quando nella chiesetta di San Damiano il Crocifisso si rivolse a lui dicendogli: «Francesco, va’ e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina».Il santo e l’imperatore quindi vissero all’ombra della Rocca Maggiore di Assisi per qualche tempo. C’è chi asserisce, ma senza elementi convincenti, che i due si siano anche incontrati in un anno imprecisato nel Castello normanno-svevo di Bari.La Rocca Maggiore di Assisi verrà ricostruita nel 1356, rispettando l’impianto originario del XII secolo. Al suo interno 1972 furono girate alcune scene di “Fratello sole, sorella luna”, il film di Franco Zeffirelli sulla vita del Poverello di Assisi.

La battaglia contro Perugia

La battaglia contro l'esercito di Perugia (attualmente il puntu di riferimento è la casetta lungo la strada E45, a Collestrada). La Casina Piceller è un piccolo edificio che si trova tra Ponte San Giovanni e Collestrada “schiacciato” tra l’autostrada E45 e la strada statale. La sua costruzione è dovuta alla passione antiquaria di Alessandro Piceller, proprietario di alcuni poderi nella zona che sul finire dell’ottocento fece costruire questa piccola casina inglobando un’edicola medievale preesistente. Si narra che l’edicola sia stata costruita in memoria della battaglia di Collestrada avvenuta nel 1202 e durante la quale venne fatto prigioniero San Francesco d’Assisi. Di questo fatto parla proprio la targa posta nel 1988 in occasione del restauro che recita, che la tradizione vuole legata alla spirituale avventura del santo poverello di Assisi. Secondo altri nel medesimo luogo doveva esserci stata una torre medioevale posta a difesa delle terre di Perugia, che veniva inoltre utilizzata come deposito di offerte pecuniarie e viveri destinati ai lebbrosi ricoverati nel vicino Ospedale di Collestrada. Si sa che intorno alla metà dell’Ottocento l’edificio era di proprietà della famiglia Piceller e che, alla fine dello stesso secolo, l’eccentrico archeologo ed antiquario Alessandro Piceller la volle ristrutturata e riadattata a casetta campestre secondo lo stile del ‘400 perugino.
 

 

Prigionia

La prigionia e il ricovero di Francesco (attuale via Oberdan)

I santuari

La Porziuncola è una piccola chiesa situata all'interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli, presso Assisi, annoverata tra i luoghi francescani più importanti: tra le sue mura, san Francesco comprese infatti la sua vocazione, accolse santa Chiara e i primi frati, ricevette infine il cosiddetto Perdono di Assisi, divenendo uno dei luoghi prediletti dal santo.[1] Legato a questa chiesa è appunto il Perdono d'Assisi (o "Indulgenza della Porziuncola"), che inizia la mattina del 1º agosto e si conclude alla sera del 2 agosto, giorni nei quali l'indulgenza, qui concessa tutti i giorni dell'anno, si estende alle chiese parrocchiali e francescane di tutto il mondo.La Porziuncola fu anche il luogo dove Santa Chiara, fuggita dalla sua famiglia, venne accolta e abbracciò sorella povertà in occasione della sua conversione. 

Prende nome da un piccolo torrente, detto Rivo Torto, che ne attraversa il vasto territorio pianeggiante. In esso sono dislocati percorsi, luoghi e alcune antiche chiese che hanno segnato la vita di San Francesco e gli inizi del Francescanesimo.
Il Santuario, eretto in stile neo-gotico nel luogo dove esisteva una precedente chiesa distrutta da un terremoto nel 1854 custodisce al suo interno il Sacro Tugurio, una semplice costruzione che ricorda il luogo dove San Francesco visse per qualche tempo con i primi dodici frati, quelli con i quali nel 1209 si recò a Roma per chiedere al Papa Innocenzo III l’approvazione del suo “proposito di vita”. Si trattava di un modestissimo riparo che viene definito da molti come “la culla della Fraternità francescana”. Il Sacro Tugurio, per circa tre anni (1208-1210), ha visto muovere i primi passi di una nuova e originale forma di vita comunitaria che si ispirava alla primitiva comunità apostolica attorno a Gesù. Solo verso il 1210-1211 Francesco e i suoi compagni, con il tempo cresciuti di numero, lo abbandonarono per trasferirsi presso la chiesa della Porziuncola ricevuta in uso dai Benedettini del Monte Subasio. Il Sacro Tugurio è attualmente custodito all’interno del Santuario. Un prima grande chiesa, in grado di contenerlo, venne costruita tra la fine del XVI e la prima metà del XVII secolo. Nello stesso periodo venne costruito, sul lato Est del Santuario, un grande convento. Nel 1854 un grave sisma distrusse la chiesa e gran parte del convento. Da sempre questo luogo è custodito dai Frati Minori Conventuali del Sacro Convento. Mai lungo i secoli è stato ceduto ad altre famiglie francescane. Il Santuario è dal 1849 sede di Parrocchia. Dal 1945 si celebra ogni anno, nelle domeniche dopo la Pasqua, una suggestiva Festa Patronale dedicata alla Regola di San Francesco in ricordo della Proto Regola dettata dal Santo per sé e i suoi primi compagni fin dagli inizi della loro vita in comune. Il Santuario nel 2000 è stato riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

 

Il santuario della Verna si trova sull'Appennino Toscano. Il monte, ricoperto da una monumentale foresta di faggi e abeti, è visibile da tutto il Casentino e dall'alta Val Tiberina ed ha una forma inconfondibile con la sua vetta (m 1283) tagliata a picco da tre parti. Sopra la roccia ed avvolto dalla foresta si trova il grande complesso del Santuario che dentro la sua massiccia ed articolata architettura custodisce numerosi tesori di spiritualità, arte, cultura e storia.
Nell'estate del 1224 San Francesco si ritirò sul monte della Verna per i suoi consueti periodi di silenzio e preghiera. Durante la sua permanenza chiese a Dio di poter partecipare con tutto il suo essere alla Passione di Cristo, mistero di amore e dolore. Il Signore lo ascoltò e gli apparve sotto forma di serafino crocifisso lasciandogli in dono i sigilli della sua passione. Francesco divenne così anche esteriormente immagine di Cristo al quale già con il cuore e la vita tanto assomigliava.
L'evento delle stimmate e l'esempio di vita sono il bene più prezioso che Francesco consegna ai frati della Verna. L'impegnativa eredità di San Francesco oltre che coinvolgere personalmente ogni frate diventa anche il principale messaggio che la comunità desidera trasmettere a tutti coloro che visitano La Verna.

Il santuario Eremo di Greccio è uno dei quattro santuari eretti da San Francesco nella Valle Santa, insieme al santuario di Fonte Colombo, al santuario della Foresta, e il santuario di Poggio Bustone.Sito a circa 15 km dal capoluogo di provincia di Rieti, è incassato, ad un'altitudine di 665 m s.l.m., nella roccia dei monti nelle immediate vicinanze dell'antico borgo medievale di Greccio con uno splendido affaccio sull'ampia conca reatina. Nel 1223 San Francesco ha dato vita ad una splendida rievocazione, con personaggi viventi, della nascita del Cristo nella Notte di Natale. 

Montecasale

All'esterno del convento sono visibili la fonte di San Francesco, secondo alcuni fatta scaturire da lui stesso; la fonte di “Grappa l'Orso” dove bevono i tre ladroni; il Sasso Spicco, dove si narra che Francesco gareggiasse con l'usignolo nel cantare le lodi di Dio, e l'orticello in cui, secondo la tradizione, Francesco verifica la capacità d'obbedienza di due giovani desiderosi di diventare frati. Una volta, due giovani vennero dal beato Francesco, pregandolo d'essere ricevuti all'Ordine. Il beato Francesco, volendo provare se fossero veramente ubbidienti e preparati a rinnegare la propria volontà, li condusse nell'orto dicendo: ”Venite, piantiamo dei cavoli; e come vedete fare a me, così a quel modo piantate anche voi”. Mentre il beato Francesco, piantando, poneva le radici all'insù verso il cielo, e le foglie sotto terra, e uno di loro fece tutto come il beato Francesco, l'altro non lo imitò, ma disse: ”Non così, Padre, si piantano i cavoli, ma all'incontrario”. E il beato Francesco gli rispose: ”Figliolo voglio che tu faccia come me”. Ma non volendolo fare, perché gli sembrava sbagliato, a lui disse il beato Francesco: ”Fratello, vedo che sei un gran maestro, vai per la tua via, perché non sei adatto per il mio Ordine”. E accettato il primo giovane, lo respinse. (Fra’ Bartolomeo da Pisa). Ancora oggi a Montecasale si coltivano cavoli nell'orto

Pian D'Arca

L'edicola di Pian d'Arca, al centro di una splendida ed incontaminata oasi naturalistica, con campi coltivati, vigneti ed oliveti, è stata eretta nel 1926 in occasione del VII centenario della morte del Santo. E' tra il 1212 e il 1213 che in località Pian d'Arca di Cannara, a confine con Bevagna, avvenne lo straordinario episodio della predica agli uccelli. Insieme al Santo queste meravigliose creature del Signore dialogano accomunati da una vita semplice ma di grande intensità. E' tra il 1212 e il 1213 che in località Pian d'Arca di Cannara, a confine con Bevagna, avvenne lo straordinario episodio della predica agli uccelli. Insieme al Santo queste meravigliose creature del Signore dialogano accomunati da una vita semplice ma di grande intensità.